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Un giretto in Val Zebrù

Siamo oggi in Valfurva alla scoperta di una vallata meravigliosa, incontaminata e illuminata dal sole, la Val Zebrù.

Questa zona è raggiungibile solo a piedi o mountainbike, proprietari di baite a parte, dopo aver lasciato l’auto parcheggiata all’imbocco della stessa a Niblogo, a fine del paese di Madonna dei Monti, restando conservata nel suo aspetto, rispettando la natura e la morfologia del territorio.

La Val Zebrù diventa quindi una meta di grande interesse per turisti ed escursionisti che amano questo silenzio, questo isolamento, questo stare davvero a contatto con l’ambiente.
In questa zona, gli ungulati sono di casa ed è facilissimo ammirarli arroccati sulle rocce, dove l’alternarsi di stambecchi,camosci e cervi, daranno spettacolo delle proprie evoluzioni su rocce e fiumi.

Splendide baite ben conservate, infine, danno allo spettatore il sapore del tempo vissuto, perfettamente conservate, integre nelle loro semplicità fatta di materiali poveri, le distese di prati, le pinete che fanno parte di questa splendida cornice, fanno si che la Val Zebrù resti nei ricordi di tutti come una splendida vallata.

Non poche le beste in alpeggio, che correlano tutto ciò in un magnifico e quasi irreale quadro!

Ci vediamo in Val Zebrù!

In un libro  “Guida alla Valtellina del CAI di Sondrio,” si legge: “La Valle Zebrù è un taglio molto profondo che divide la massa calcarea del Monte Cristallo da quella schistosa del Monte Confinale. Fertile e ridente là dove sbocca, diventa ben presto angusta e sassosa, poi s’allarga di nuovo: dall’una e dall’altra parte salgono erte e rocciose le pendici, e scendono frequenti, lungo i seni dei monti, torrenti ghiaccio, piccole diramazioni di quel campo sconfinato, quasi continuo, che si dispiega sulle soprastanti vette.”