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vacanze a Bormio

Quando si parla di Valtellina, il connubio spontaneo con la Bresaola, è d’obbligo. Più nota, più pubblicizzata, più conosciuta…ma non sola.

Parliamo oggi della slinzega, che qualcuno nomina come sorella povera della Bresaola, ma con le sue chiare e note caratteristiche che non sono sfuggite agli estimatori.

Vero che sia più piccola e meno panciuta, proprio perchè deriva da un altro trancio di carne che la rende più sottile.

Vero che anche il colorito più scuro, e il gusto più deciso, la distinguono dalla famosa punta d’anca.

Gli abitanti della Valtellina, sanno bene che già nel lontano 1400, la slinzega serviva per affrontare la quotidianità, e per mantenersi in forza e pieni di energie, potendo portarsi appresso, i tranci di questo salume che deriva dalla coscia di manzo, vicinissima alla zona della punta d’anca.

Ma nonostante tutto, il suo essere piccina e diversa, viene trattata e prodotta seguendo il medesimo procedimento, lavorata ed esposta all’aria di montagna che ne garantiva l’essiccazione, grazie al clima della zona.

Anche la slinzega, vede l’utilizzo di aromi che fanno seguito ai giorni di giacenza nelle vasche di salatura, quali aglio, chiodi di garofano, e a seguire il processo di stagionatura ci circa un mese.

In commercio vede diversi tipi di carne in lavorazione, quindi non solo manzo ma anche cervo o cavallo, ma non per questo meno gustosi.

Chi la conosce, ne apprezza anche oltre al gusto e la praticità al taglio, basta infatti un semplice coltello per prepararne alcune fettine, sa anche che è come la bresaola, un alimento che si attesta tra i più quotati in regime dietetico, dando però gusto sapore e consistenza ai piatti, anche quelli light.

Se non la conoscete, presso i supermercati della famiglia Pedranzini, la potrete assaggiare e verificare di persona il gusto di questo prezioso salume.

Saranno ancora loro i grandi protagonisti di questa competizione che per la settima volta si snoderà sui tornanti dello Stelvio e del Mortirolo, i passi alpini più ambiti dagli amanti della bicicletta.

E sarà nella data del 3 giugno che questo grande evento della Granfondo Santini prenderà il via dalle strade di Bormio, snodandosi poi nei vari itinerari proposti in base al percorso scelto, tra lungo, medio e corto.

Chi conosce la competizione, svoltasi sempre a giugno, sa bene che sarebbe banale descriverla come una gara di bici in montagne, spesso è vista come una sfida con se stessi, dove tremila persone, armate solo della propria bicicletta, si avventurano in un insieme di fatica, sudore ed emozioni, non per altro è vista come tra le più apprezzate manifestazioni del ciclismo ad alto livello.

L’ambito premio è quello di vedersi giungere sul Passo Stelvio, dopo aver fatto fatica, o dopo aver preso la pioggia se non qualche fiocco di neve, se non una splendida ed assolata giornata… Spesso si tratta di arrivare un pò più in su o un pò prima sulla tappa del anno precedente, sfidando se stessi.

Arrivare in cima, avere l’onore di ricevere il famoso cappellino direttamente dal Cavalier Pietro Santini, un’istituzione nel mondo delle due ruote, che certifica l’arrivo ai 2700 metri del Passo.

Non si può dire che chi vi partecipa, vada a casa a mani vuote.. lo spirito che si vive in questa gara , ha radici ben più profonde di una gara di biciclette, bensì gli spettacoli offerti dalle nostre montagne, l’organizzazione stessa dell’evento e le amicizie che anche sui tornanti si formano.

Vi aspettiamo per una settimana di preparazione atletica a fine maggio, prima di affrontare a inizio giugno questo evento davvero spettacolare.

Se siete degli amanti delle potenti bici da montagna, se non potete resistere al richiamo del bosco e delle sue passeggiate, ecco che il nostro Parco Nazionale dello Stelvio, fa al caso vostro.


A luglio, si riparte con l’apertura estiva degli impianti dirisalita a Bormio e SantaCaterina, dove con davvero poco tempo, si arriva facilmente in quota sulle nostre montagne, designate come punto di partenza di diverse escursioni con o senza bicicletta.

Appena fuori il nostro residence, c’è lapartenza della Cabinovia che arriva fino a Bormio 2000, si cambia e salendo sul secondo troncone, arriverete a Bormio3000, e una splendida cornice montuosa si staglierà ai vostri occhi.


si potrà infatti oltre che ammirare il panorama, cimentarvi in alcuni dei più affascinanti percorsi di trekking, quello ad esempio che ci porta alla scoperta della Cresta del Vallecetta, in poco tempo, una passeggiata non molto impegnativa!

Un itinerario più impegnativo, vede invece l’escursione verso la valle di Profa, che porta verso Bormio2000, dove la zona ricca di laghetti e fiumi, caratterizza questa zona adibita a pascoli alpini. Difatto, gli animali faranno da ciceroni in questa uscita dalla durata di diverse ore, ma sempre molto affascinante.

Per chi invece preferisce cimentarsi con la bicicletta, in concomitanza con l’apertura degli impianti, vengono attivati anche i percorsi di downhill, freeride. Ben sette piste e diversi chilometri di sentieri mappati sia per principianti che per gli esperti si snodano in questa splendida radura di montagna, dove tra sassaie, sentieri e pascoli, c’è da sbizzarrirsi.

Ci sono poi le varie attività locali disposte sul percorso, sia a quota tremila che a Bormio 2000, dove il buon cibo vi ristorerà sia che siate a piedi che con la due ruote, anche diverse convenzioni per la risalita e il pranzo che saremo lieti di spiegarvi una volta che sarete ospiti a casa nostra.

In questo periodo primaverile, dove ormai i fiori avanzano nei prati, le nevi pian piano si sciolgono, cosa c’è di più rilassante di un pomeriggio all’insegna della cultura?

Forse non tutti sanno che nell’edificio storico nella parte alta del paese, dove fino a qualche anno fa c’era il municipio di Bormio, nei diversi piani è ospitatao anche il Museo Civico.

Questo elemento storico di grandissima importanza per la storia locale, è infatti ubicato nelle sale del Palazzo dei Nobili de Simoni.

Esso, è un edificio che risale al XVII secolo, costituito da tre piani, che nel tempo era dimora della famigerata famiglia De Simoni, il cui stemma svetta all’ingresso dello stesso, caratterizzato da un’ aquila ed una scimmia ben visibili sopra il portone d’ingresso.

Sono ben ventisette le stanze che caratterizzano il museo disposte sui vari piano, molte di esse decorate con stucchi e dipinti di origine barocca.

Sono due le sezioni che distinguono le sale del museo: quella storica e quella etnografica. Ben quattromila gli oggetti ospitati che danno testimonianza della cultura,del lavoro, della vita svolta nel contado di Bormio, dove anche la religione ha lasciato segni tangibili in usi e tradizioni, rivivendo attimi della quotidianità degli abitanti di Bormio.

Fedeli riproduzioni delle botteghe artigiane sono infatti ben significative, dove l’ingegno ha fatto si che diverse figure locali siano responsabili di quadri, intagli ed opere lignee site negli edifici religiosi.

Le botteghe del calzolaio, oppure la sezione dedicata alla tessitura, la macelleria, oppure la presenza di diversi articoli legati al mondo dell’agricoltura , testimoniano come il progresso abbia portato dalla povertà ad oggetti sempre più raffinati, visibilissimi nel vano che ospita la collezione di carrozze, calessi e grosse slitte da neve, vecchi sci usati per le diverse discipline.

Un’altra parte di notevole interesse è quella dedicata ai cimeli storici legati alle guerre d’indipendenza e del primo evento mondiale, la presenza di antiche monete


Museo Civico di Bormio, via Buon Consiglio 25 c/o Palazzo de Simoni
Per maggiori informazioni telefonare al 0342 912236

Sono ben due le piste ciclabili in quel di Bormio.

Sono peraltro collegate l’una all’altra.

La più visibile al pubblico è quella che da Bormio porta in Valdidentro, passando per S.Gallo, la cui strada è socteggiata dalla ciclabile,

l’altra passa proprio in prossimità del nostro residence.

Costeggiando infatti il fiume Frodolfo, ecco la passeggiata dell’Alute, un percorso totalmente pianeggiante che si districa tra un appezzamento terriero e l’altro per ben cinque chilometri, totalemente asfaltata per le biciclette, più una via sterrata per chi invece ama camminare, circondati dal verde di immense distese prative.

Vicinissima al centro paese, ma non per questo meno bella, è la giusta soluzione per passeggiare in tranquillità, essendo illuminata è fruibile anche la sera, per fare due passi anche con gli amici a quattro zampe.


Numerosi e ben attrezzati gli spazi per i giochi in legno dei bambini, le panchine e zone ombrose non sono per nulla lasciate al caso sul percorso, così da potersi fermare, ammirare il paesaggio, ascoltando il lento scorrere del fiume vicino.

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Durante i mesi invernali, parte di questa passeggiate ospita la pista di sci nordico.

Proprio per la sua disposizione che nei tempi andati ospitava i campi di coltivazione della segale e colture varie, vede ampi spazi dove praticare lo sci di fondo.

L’anello di circa tre chilometri, è adatta ad ogni livello, e per gli appassionati del genere, offre la possibilità di sciare vicino al paese di Bormio senza grandi spostamenti in auto, essendo la zona servita da comodi skibus.

 

Lasciato l’abitato di Bormio, a una brevissima distanza, si imbocca la strada che va ad Oga di Valdisotto. Splendido paesino che incorniciato dalle montagne, offre una meravigliosa panoramica sulla vallata di Bormio,il cui scorcio mostra il Contado dall’alto.

Con una visibilissima cartellonistica stradale, si seguono le indicazioni per il Forte di Oga, di cui parleremo in un altro articolo.

Sul percorso, animali al pascolo su fiorite estensioni, vi accompagneranno, tornante dopo tornante, mostrandovi angoli della vallata che normalmente non sono visibili! Un vero toccasana per lo spirito!

Il Santuario si scorge subito in quanto è situato in un punto strategico del percorso, solo, isolato, circondato dal verde dei prati, o dal bianco della neve a seconda della stagione. E intitolato alla Beata Vergine di Caravaggio.

Nato come cappella votiva da un contadino locale, che visse nel 1700, si narra fosse stato eretto in quanto il soggetto venne miracolato dall’attacco di alcune vipere, ma nel tempo diversi interventi murari ne danno la configurazione attuale.

Al suo interno, nel retro, sono visibili i segni della prima cappella votiva , mentre ancone lignee, opere di scultori locali e non solo, danno mostra di se.

Ma diversi lavori sono stati creati da artisti europei, non solo per le opere in legno ma anche artisti e pittori che hanno ornato le navate o realizzato grandi tele, dalla vicina Svizzera e persino da maestri arrivati da Parigi.

L’opera “Madonnina di Oga”, è uno dei pochi santuari mariani della zona.


La sua costruzione, diede impulso ad una sentita venerazione locale, attestata anzitutto dal pellegrinaggio annuale della gente delle valli in ricordo dell’apparizione avvenuta a Caravaggio il 26 maggio 1432 e poi da altri pellegrinaggi occasionali organizzati per propiziare la pioggia.

Oggi, soprattutto durante il periodo estivo, il Santuario è visitabile, grazie all’iniziativa di “Chiese Aperte”, con appuntamenti ricorrenti organizzati con visite appositamente studiate ed accompagnate dalle Guide Locali per meglio spiegare le nostre icone religiose sparse su tutto il territorio.



E abbiamo già parlato anche delle sue piste da sci, degli stabilimenti termali, sia le piscine comunali che le Terme divise in Nuove e Vecchie, e del centro storico pieno di attrattive oltre alla via dello shopping.

Non meno importanza è rappresentata dall’enogastronomia, con prodotti tipici fatti dai contadini e non solo locali, dall’artigianato e dal manifatturiero che nei negozi lascia traccia di prodotti e idee originali.

Ma da visitare non ci sono solo il centro storico o le uscite a  piedi nel parco nazionale dello Stelvio, anche gli edifici religiosi presenti, e sono davvero tanti, sono visitabili e pieni di spunti artistici di personaggi locali o della bassa Valtellina.

Nei pressi del ponte di Combo, di cui abbiamo parlato nel nostro blog, una volta attraversato e giunti sul versante delle Funivie e delle piste da sci, ecco comparire la Chiesa di s. Antonio,meglio conosciuta come del Santissimo Crocefisso.

Risalente al 1356, questa piccola chiesa è situata nella parte più antica del reparto di Combo, e custodisce al suo interno dipinti e affreschi di straordinaria bellezza. Con quella visita, si  presenta l’occasione ideale per arricchire la vostra passeggiata esplorativa tra le strette viuzze della zona vecchia. Caratterizzata da affreschi sul soffitto ad involti dal colore del cielo, piccola e raccolta, è fonti di numerose storie legate alla vita del contado.
Questa è solo una delle cinque chiese del bormiese che durante l’anno è possibile visitare: la pro loco locale organizza infatti stagionalmente visite guidate gratuite grazie al progetto Chiese Aperte.

Chiedeteci tutte le info che riguardano l’apertura al sabato di queste Chiese, l’apporto delle guide, vi darà un quadro della vita e degli eventi che si sono susseguiti nella cittadina di Bormio.



Appena lasciato le baie del lago di Como che anticipano l’ingresso in Valtellina, l’obiettivo Bormio con la sua famosa pista Stelvio entra subito nell’immaginario. Ma non solo sci si può fare a Bormio, ecco una piccola guida.

Una meta dove il relax è la parola d’ordine, che va a stretto braccio con lo sci, e lo si vede dalla presenza delle tre strutture termali che donano benessere fisico e alla mente in ogni stagione dell’anno!

Acque termali famose dall’antichità, scritti antichissimi ne parlano infatti come acque curative e medicamentose presenti a Bormio, ma oggi noi preferiamo definirle in primis per il relax, e il benessere non solo fisico.

E poi che dire dell’abbraccio maestoso che le montagne innevate e i ghiacciai perenni, regalano non appena la strada si apre e ci mostra alla vista, la Conca di Bormio.. Nevi perenni, sedi di grandi avventure alpinistiche, di uomini che ne hanno scalato i vergini pendii, facendo la storia del luogo e dell’alpinismo ingenere.

Il nome “Magnifica Terra”, in auge dal lontano 1800, quando i paesi (ed ora comuni) confinanti, si univano formando il Contado delle Valli, sgravati dai dazi fiscali del tempo, governati da uno statuto slegato dai regimi politici che si sono susseguiti nel tempo.

Se non si è amanti o praticanti dello sci in genere, le passeggiate nel centro storico di Bormio, mostreranno i nobili palazzi storici signorili agli sguardi dei più attenti, coi loro stemmi di famiglia, dipinti ormai scoloriti, su massicci e magnifici portali che davano l’ ingresso alle corti dei nobili del paese.

Per gli amanti poi delle biciclette, in ogni stagione c’è un mezzo che saprà accontentare tutti.. dalle Fat Bike, alle Mountain bike, alle e-bike, e al buon ciclismo che vede i nostri passi tra i più ambiti per esperti e meno.

Lo shopping caratterizza i pomeriggi, appena scesi dalle piste assieme agli happyhour che regalano musica e cocktail per gli appassionati.. La giornata non può che terminare in uno dei numerosi ristoranti di Bormio dove la gastronomia e il buon vino, la fanno da padroni!

Troverete queste ed altre informazioni, in una piccola guida chiamata vademecum, dove ci saranno riassunta la storia e le iniziative presenti sul territorio.

Grazie alle ricerche in rete del portale turistico momondo.it ,ecco il nome di Bormio piazzarsi al settimo posto tra le località più prestigiose dell’arco alpino per le vacanze invernali. Uniche lombarde assieme a Livigno, nel panorama delle mete alpine dei vacanzieri tra Madonna di Campiglio e Courmayeur.

Presente tra le dieci destinazioni montane italiane preferite dagli italiani Bormio e la vicina Livigno, sono le uniche in rappresentanza della Lombardia: Bormio al settimo posto.

Sono stati proprio gli italiani, a seguito delle domande poste, a sentirsi attratti dalle nostre cittadine, auspicando presto una vacanza sulla neve a Bormio, facendo diventare la nostra località tra le più desiderate dai cittadini del Bel Paese.

Neve a Bormio
Neve a Bormio @foto repertorio sito bormioski.eu

Bormio viene presentata, invece, come destinazione perfetta per gli amanti dello sci e del relax, grazie agli stabilimenti termali della città e della buona cucina. L’area sciistica Bormio Ski offre tracciati tecnici e spettacolari (come la pista Stelvio) e un dislivello di 1.800 metri – dalla Cima Bianca (3.012 metri) a Bormio paese (1.225) – che non ha eguali su tutte le Alpi.

Le sue scuole sci, la presenza di spazi per i più piccoli sia in quota che alla partenza degli impianti di risalita, la skiarea ottimale per le famiglie, fanno di Bormio una località importante per lo sviluppo turistico invernale, ma anche la via dello shopping, la gastronomia e il panorama hanno ben da competere con le cartoline delle altre località sciistiche alpine invernali.

Siamo ben contenti di questo sviluppo e dell’opinione positiva degli italiani. nel nostro piccolo speriamo essere parte integrante di queste caratteristiche con la nostra ospitalità!

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L’alta Valtellina, negli anni cinquanta, venne conosciuta in tutta Italia, per la posizione di lotta alla Tubercolosi sempre più dilagante, grazie al
Villaggio Sanatoriale di Sondalo, in provincia di Sondrio, che fu infatti il più esteso e capiente sanatorio d’Europa.


Grazie all’ intuizione del medico pneumologo Eugenio Morelli, valtellinese di nascita, che sul finire degli anni trenta, fece eseguire delle analisi sulle condizioni dell’aria della zona che risultarono estremamente adatte alla cura della tubercolosi. Partirono subito le opere di realizzo e costruzione del sanatorio nel 1932 secondo avanzati criteri di funzionalismo e in linea coi criteri di cura e terapia della medicina.

Aria, luce e sole entrarono di prepotenza negli edifici per fortificare i malati e favorirne la guarigione. 


In soli sei anni vennero infatti eretti 9 padiglioni immersi in una vasta zona boscosa di 34 ettari che trasformarono l’area in una vera e propria città della salute.


Purtroppo l’incombere della Seconda Guerra Mondiale interruppe forzatamente la costruzione, ma gli edifici già terminati svolsero per qualche anno un’altra meritoria funzione: custodirono opere d’arte provenienti da musei e collezioni private di tutta Italia, per preservarli dagli atti vandalici e non solo del periodo. 
A fine della guerra tutte le strutture vennero finalmente completate e arrivarono i primi pazienti. L’ospedale funzionò come sanatorio per 25 anni, dal 1946 fino al 1971, quando la cura ebbe degli sviluppi per cui il ricovero non era più necessario e gli antibiotici assunti a domicilio, furono in grado di contrastare la malattia.
Oggi alcuni padiglioni sono stati trasformati in ospedale generale ma il nome del complesso resta a imperituro ricordo del fondatore, il pneumologo valtellinese Eugenio Morelli.

All’ingresso del complesso, è oggi allestito il museo del Sanatorio, dove sono visitabili attrezzi, sale e diversi macchinari che sono stati il fulcro delle cure e delle intuizioni del dottor Morelli.