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bormio e valli

Quando si parla di Valtellina, il connubio spontaneo con la Bresaola, è d’obbligo. Più nota, più pubblicizzata, più conosciuta…ma non sola.

Parliamo oggi della slinzega, che qualcuno nomina come sorella povera della Bresaola, ma con le sue chiare e note caratteristiche che non sono sfuggite agli estimatori.

Vero che sia più piccola e meno panciuta, proprio perchè deriva da un altro trancio di carne che la rende più sottile.

Vero che anche il colorito più scuro, e il gusto più deciso, la distinguono dalla famosa punta d’anca.

Gli abitanti della Valtellina, sanno bene che già nel lontano 1400, la slinzega serviva per affrontare la quotidianità, e per mantenersi in forza e pieni di energie, potendo portarsi appresso, i tranci di questo salume che deriva dalla coscia di manzo, vicinissima alla zona della punta d’anca.

Ma nonostante tutto, il suo essere piccina e diversa, viene trattata e prodotta seguendo il medesimo procedimento, lavorata ed esposta all’aria di montagna che ne garantiva l’essiccazione, grazie al clima della zona.

Anche la slinzega, vede l’utilizzo di aromi che fanno seguito ai giorni di giacenza nelle vasche di salatura, quali aglio, chiodi di garofano, e a seguire il processo di stagionatura ci circa un mese.

In commercio vede diversi tipi di carne in lavorazione, quindi non solo manzo ma anche cervo o cavallo, ma non per questo meno gustosi.

Chi la conosce, ne apprezza anche oltre al gusto e la praticità al taglio, basta infatti un semplice coltello per prepararne alcune fettine, sa anche che è come la bresaola, un alimento che si attesta tra i più quotati in regime dietetico, dando però gusto sapore e consistenza ai piatti, anche quelli light.

Se non la conoscete, presso i supermercati della famiglia Pedranzini, la potrete assaggiare e verificare di persona il gusto di questo prezioso salume.

In questo periodo primaverile, dove ormai i fiori avanzano nei prati, le nevi pian piano si sciolgono, cosa c’è di più rilassante di un pomeriggio all’insegna della cultura?

Forse non tutti sanno che nell’edificio storico nella parte alta del paese, dove fino a qualche anno fa c’era il municipio di Bormio, nei diversi piani è ospitatao anche il Museo Civico.

Questo elemento storico di grandissima importanza per la storia locale, è infatti ubicato nelle sale del Palazzo dei Nobili de Simoni.

Esso, è un edificio che risale al XVII secolo, costituito da tre piani, che nel tempo era dimora della famigerata famiglia De Simoni, il cui stemma svetta all’ingresso dello stesso, caratterizzato da un’ aquila ed una scimmia ben visibili sopra il portone d’ingresso.

Sono ben ventisette le stanze che caratterizzano il museo disposte sui vari piano, molte di esse decorate con stucchi e dipinti di origine barocca.

Sono due le sezioni che distinguono le sale del museo: quella storica e quella etnografica. Ben quattromila gli oggetti ospitati che danno testimonianza della cultura,del lavoro, della vita svolta nel contado di Bormio, dove anche la religione ha lasciato segni tangibili in usi e tradizioni, rivivendo attimi della quotidianità degli abitanti di Bormio.

Fedeli riproduzioni delle botteghe artigiane sono infatti ben significative, dove l’ingegno ha fatto si che diverse figure locali siano responsabili di quadri, intagli ed opere lignee site negli edifici religiosi.

Le botteghe del calzolaio, oppure la sezione dedicata alla tessitura, la macelleria, oppure la presenza di diversi articoli legati al mondo dell’agricoltura , testimoniano come il progresso abbia portato dalla povertà ad oggetti sempre più raffinati, visibilissimi nel vano che ospita la collezione di carrozze, calessi e grosse slitte da neve, vecchi sci usati per le diverse discipline.

Un’altra parte di notevole interesse è quella dedicata ai cimeli storici legati alle guerre d’indipendenza e del primo evento mondiale, la presenza di antiche monete


Museo Civico di Bormio, via Buon Consiglio 25 c/o Palazzo de Simoni
Per maggiori informazioni telefonare al 0342 912236

Se ne sente parlare spesso di queste famose terme libere di Bormio, ma cosa sono e dove sono? Ci troviamo a pochi chilometri dal nostro residence e, proprio dove le sorgente regalano all’ambiente alpino dell’alta Valtellina, corsi di acqua calda, regolamentata da fonte captate che da anni, regalano attimi di benessere nelle strutture termali della zona.

Le terme libere di Bormio , conosciute e menzionate persino nell’antichità, prendono il nome dal grande Leonardo da Vinci, che ha lasciato testimonianza della sua visita nei propri scritti, immortalando il nome della celebre località termale nel famosissimo Codice Atlantico.

Fu il duca di Milano Ludovico il Moro a inviare Leonardo per un sopralluogo che doveva essere funzionale alla regimazione idraulica del bacino dell’Adda. E di li, ecco, che la testimonianza vissuta, venne scritta, tramandata e diffusa in ogni dove.

I bagni liberi di Bormio si trovano nel contesto dal Parco dello Stelvio e sono costituiti da vasche che raccolgono le acque in eccesso degli stabilimenti dei Bagni Vecchi e dei Bagni Nuovi. Proprio nell’alveo del fiume, ecco ergersi una piccola pozza di pochi metri di diametri, incastonata dei salti e nei massi che la corrente fa incontrare in questo piccolo e curioso angolo di benessere a cielo aperto

Questo luogo fatato si raggiunge dopo un pezzettino di strada sterrata, si attraversa una passerella e poi ci si può immergere in questa piccola oasi di acqua calda.

La località in cui si trovano le terme libere di Bormio è posta in quota, dunque la temperatura è piuttosto bassa anche in estate: è consigliato, tenuto conto anche la variabilità del tempo in montagna, portarsi dietro un abbigliamento consono, ma sempre a temperature gradevoli attorno ai trenta gradi.

Se siete amanti della fotografia, portatevi dietro la vostra macchina, perché la pozza di Leonardo è inserita nel contesto di una corolla di vette alpine,spesso innevate ma che regalano comunque panorami mozzafiato durante ogni periodo che vi farete visita.. Si tratta quindi di un panorama veramente difficile da trovare altrove, e che avrete piacere di immortalare con qualche scatto ben fatto.

La curiosità del luogo è data anche dal fatto, che ai tempi addietro, non erano certo così considerate le acque termali, spesso avevano usi giornalieri comuni, come per lavare le pecore e spesso venivano lasciate come scarichi nel terreno, solo dopo molto tempo si è imparato a capirne l’importanza per la salute e per il turismo.

Si raccomanda solo una capatina veloce, la zona non è in sicurezza e potrebbe dare qualche problema sia per essere raggiunta che per goderne i benefici, il nostro consiglio resta quello di passare per una veloce e curiosa visita ma di lasciarsi poi coccolare dalle altre strutture che ben si prenderanno cura di noi….

Se la tua grande passione è Sciare in neve fresca ecco l’evento che fa per te

Dal 16 al 24 marzo 2019 partecipa al Bormio Freeride Festival.

Lo sci nella sua espressione più libera ed emozionante ha inizio in questi giorni. Non farti cogliere impreparato, soprattutto dopo le ultime nevicate!
Partecipare a questo Festival di Bormio, ti aiuta ad entrare in contatto con ambienti inesplorati e vivere il freeride nella sua accezione più autentica.

Partecipa al BORMIO FREERIDE FESTIVAL

Oltre alle uscite in neve fresca

  • ritrova te stesso partecipando alla lezione di Snow Yoga;
  • ammira l’alba a 3000 metri e goditi la discesa dopo un’energizzante colazione grazie alla Sunrise Experience;
  • partecipa alle ciaspolate alla scoperta dei meravigliosi paesaggi del Parco Nazionale dello Stelvio;
  • iscriviti alle giornate di eliski per fuoripista da sogni o voli panoramici per godere dei paesaggi innevati

Inoltre non mancheranno cene tipiche, party a tema, e animazione con dj e con la collaborazione di Trento Film Festival e del CAI di Bormio verrà proposta, presso la sala di Bormio Terme, una serata culturale aperta a tutti con la proiezione di film legati al mondo freeride

Bormio Freeride Festival

L’evento si terrà in collaborazione con Guide Alpine Bormio, Maestri di Sci con specializzazione Freeride, Parco Nazionale dello Stelvio e Regione Lombardia.

Nove giorni ricchi di attività di vario livello di difficoltà coinvolgeranno sia principianti che esperti, sia adulti che bambini in un’atmosfera di sport, amicizia e divertimento. Cosa manca? Nulla, tanto sole e divertimento in totale sicurezza per gli appassionati del genere.

E’ arrivata la bella stagione primaverile, le nevi dell’inverno lasciano il tempo per le prime uscite con gli sci d’alpinismo sulle nostre montagne.

Anche nei rifugi è tutto pronto per la riapertura nel gruppo Ortler-Cevedale, in Valfurva e nel comprensorio di Bormio.

E così, dopo febbraio che sembrava non finisse mai, eccoci a marzo e si ricomincia con lo scialpinismo di classe nelle magnifiche valli del Parco Nazionale dello Stelvio e nelle aree limitrofe. Vette che sfiorano anche i 4000 metri in un paesaggio incontaminato.
Scopriamo ora assieme, le regole d’oro dello scialpinismo, così da raggiungere in sicurezza i rifugi aperti.

finora abbiamo praticato questo sport, sulle piste ben identificate e in percorsi che vedono le salite a lato degli impianti di risalita, ma ora che i rifugi sono aperti, ci si apre al vero divertimento.

Scialpinismo, le 4 regole d’oro

  1. Prima di tutto devi sempre portare con te il kit di autosoccorso in valanga (ARTVA, pala e sonda).
    Sembra una banalità ma questa accortezza ti permette di essere soccorso in caso di necessità e di prenderti cura della vita degli altri. Anche per le persone più esperte è importante dedicare del tempo ad apprendere come utilizzare al meglio l’attrezzatura, soprattutto ad inizio stagione. Le Guide Alpine svolgono regolarmente dei corsi di utilizzo ed aggiornamento, quindi se hai dei dubbi o non ti ricordi come intervenire, alle volte basta un’ora del tuo tempo per fare la differenza.
  2. Non dimenticare che ti trovi in un ambiente alpino severo e devi assicurarti di avere con te unabbigliamento adeguato anche per i possibili cambi di meteo improvvisi.
  3. Consulta sempre più di una previsione prima di intraprendere una gita e leggi il bollettino valanghe emesso da Arpa Lombardia (che ha sede proprio a Bormio).
  4. Un’ultima cosa, cerca sempre di scegliere dei percorsi adatti alla tua preparazione e alle condizioni fisiche del gruppo. L’escursione va sempre organizzata prendendo come riferimento il livello della persona più debole.

Era fine ottobre, un autunno classico, assolato come spesso in questi ultimi anni… i colori caldi titpici della stagione, hanno cambiato l’aspetto della zona, con mille sfumatore degne di pittori affermati.

Poi, una notte, il vento ha la meglio e si abbatte con implacabile rabbia su molte zone del nord Italia, andando a danneggiare in modo permanente, il territorio, confondendolo nella propria identità, radendo al suolo migliaia di piante..

Bilancio pesante: «Sono migliaia gli alberi caduti»

E così, ecco che l’arrivo nella magnifica conca di Bormio, è caratterizzato da zone alpine brulle, quote di montagna orfane e sole, con desolanti piante antiche erette nel tempo, che sono mute e sole a terra.. La devastazioni di ettari di boschi, sani, fonte di reddito per l’industria, di certezze per il territorio e di certi baluardi per i pendii delle montagne.

Fiumi in piena, smottamenti ma, soprattutto, la caduta di alberi: pesante il bilancio dell’ondata di maltempo che ha imperversato in alta Valtellina e non solo.

Rispetto ad altri drammi a cui siamo abituati, smottamenti, allagamenti, questa volta tocca alle piante che hanno invaso le sedi di alcune strade, o che sono precipitate su macchine ed abitazioni oppure, sono state di fatto rase al suolo da una sorta di tromba d’aria.

Nessuno aveva mai visto un bosco sano cadere così, rovinosamente, cambiando l’aspetto di un’intera montagna.

il nostro bosco per diversi tratti è compreso nei confini del Parco Nazionale dello Stelvio, e vede diverse specie di piante avendo aspetti territoriali e morfologici molto particolari. In basso troviamo diverse conifere, mentre salendo pini e abeti, associati a specie rare di piante che conferiscono alla zona una propria identità

Finita la stagione dell’inverno, la primavera, vedrà molti uomini cercare di ripristinare il tutto, anche se la zona è davvero vasta e noi si potrà tornare a godere del bel paesaggio, saltando da una radice all’altra, tra una fronda e un fungo, in questo spicchio di montagna così duramente colpito..Facciamo il tifo per ilo nostro bosco.!

Lo sapete che andare in bici fa bene alla salute? E non solo a titolo agonistico, anzi, proprio perchè si pratica un’attività aerobica, ecco che la bici porta diversi benefici a tutti,  non è necessario fare sport da professionisti per godere dei benefici in questione;  infatti basterebbe pedalare 20-30 minuti al giorno per stare più in forma. Questo è possibile andando al lavoro in bici, o in generale usando la bici per qualche spostamento abituale, l’importante è farlo con regolarità sul medio-lungo periodo e adottare alcuni accorgimenti. Inoltre la bicicletta ha delle ricadute positive non solo sul fisico.

Avvicinarsi al mondo della bicicletta divertendosi

La nostra zona è  famosa per  i passi mitici o i percorsi sterrati nei boschi,  ma per chi  volesse comunque avvicinarsi al ciclismo, non rimarrà comunque deluso: le piste ciclabili asfaltate, sia a Bormio che a Valdisotto e Valdidentro sono l’ideale per assaporare la natura su tracciati semplici e ben tenuti,alla portata di tutti. Anzi, per i più piccoli, ma non solo, l’offerta è ampia, tra bike park e scuole di mountain bike, per avvicinarsi, divertendosi e giocando, a quella che è una splendida disciplina sportiva: il ciclismo.

Fa bene ..

Pensate, come  per tutte le attività aerobiche, andare in bici richiede un gran lavoro al cuore, ma dato che il nostro corpo si adatta allo stress, lui  e il sistema cardiocircolatorio si modificano per diventare più efficienti. Andando in bici con regolarità (30 minuti al giorno) il cuore diventa più pesante e più grande, quindi riesce a contenere maggiore volume di sangue, e diventa un alleato dei muscoli.

Noleggio bici

E se non avete la bicicletta con voi, non vi preoccupate: numerosi sono anche i noleggi per le bici da corsa, le mountain bike e le biciclette per i bambini.

Da poco anche a Bormio, si propongono negozi che affittano le e-bike, con tanto di escursioni programmate, con guide, in gruppi o in autonomia, che apportato un pò di leggerezza all’uscita per i meno allenati essendo bici elettriche.. un motivo in più per provare questa nuova attività.

Non appena sarete nostri ospiti, vi illustreremo le varie opzioni!  http://www.appartamentibormio.it/

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Lo abbiamo già visto negli articoli precedenti che il camminare in montagna fa bene, che il camminare è un movimento naturale e semplice di cui il nostro corpo ha bisogno per mantenersi in buona salute, ed il trekking praticato in montagna amplifica i benefici che  questo sport  apporta su corpo e mente grazie all’ambiente naturale in cui lo si pratica.

Quest’attività migliora l’aspetto fisico, perchè va ad agire sulla muscolatura  tonificando gambe e glutei, rinforzando  le articolazioni, lavora a  contrasto con  l’osteoporosi e mantiene l’elasticità di tendini e legamenti. Con l’uso di bastoni telescopici, il trekking dà benefici anche alla parte alta del corpo, in quanto va ad agire, tonificandoli, sui  i muscoli di braccia, spalle e petto.

Camminare in montagna aiuta a mantenere il peso forma o a riacquistarlo, essendo  un’attività che permette di bruciare calorie e consumare il grasso in eccesso grazie al movimento, alla quota e all’aria più rarefatta, senza particolari attrezzi, e con un pochino di costanza.

Fare trekking migliora le funzionalità cardiovascolari e respiratorie, esercitando anche su cuore e polmoni un pò di resistenza, aumentando la quantità di sangue che il cuore pompa a ogni battito, così come l’apparato respiratorio: il camminare fare  aumentare la frequenza e l’ampiezza del respiro, e accade che in ogni inspirazione entri più aria nei polmoni.

Il trekking è fonte di arricchimento personale e benessere fisico … un’attività alla portata di tutti, in un ambiente naturale magnifico.

 

Sempre più in voga la pratica del Nordik Walking che corrisponde alla camminata coi bastoncini, movimento che migliora la muscolatura, fa bene al cuore e aiuta a dimagrire,  sviluppa coordinazione, resistenza, forza e mobilità contribuisce a rallentare l’invecchiamento, un’attività fisica di tipo aerobico, adatta a tutte le età.

Grazie all’utilizzo dei bastoncini, risulta meno faticoso il movimento, ma si spendono più energie, essendo un atto aerobico, e che necessita di una certa coordinazione.

A Bormio, diversi i gruppi di cammino presenti in estate, e ve li illustreremo una volta che sarete ospiti a casa nostra. A presto! http://www.appartamentibormio.it/

nwalking

Ormai sapete , ogni giorno un nuovo studio ci porta a sapere qualche novità o curiosità. E oggi parliamo diquello fatto da alcune ricerche scientifiche che hanno dimostrato che la natura cura, così come il camminare nei boschi e sui sentieri, serva ad abbassare lo stress, ad alleggerire la mente e quindi a renderci più felici!!

Non siamo noi a darne comunicazione, ma l’autorevole University of Michigan e dalla britannica Edge Hill Universityin e pubblicate sulla rivista scientifica Ecopsychology, dove stimati  ricercatori hanno preso in esame  2000 persone coinvolte nel “Walking for Health Program” britannico, confermando ciò che un’altraricerca inglese, che anche le piccole passeggiate nella natura praticate almeno 3 volte a settimana, aiutino ad innalzare il livello di endorfine che abbassano lo stress quotidiano.

Certo è che quando dopo ore di camminata, la gioia che si vive per aver raggiunto la meta destinata, è forte, soprattutto se ci si è posti un opbiettivo non facile, e perchè non lo si fa tutti i gironi, giusto?

Oppure, sentire il profumo delle leccornie tipiche dei rifugio, quando non ancora varcata la soglia, già si pregusta cio che bolle in pentola.

Quindi fare le passeggiate, praticare il trekking, coi bimbi, cani ma anche da soli, evoca quello status di leggerezza che ci rende felici.

Addirittura, è anche stato appurato che  i bambini che stanno a contatto della natura dimostrano una maggiore capacità di capire le emozioni e di relazionarsi con gli altri.

Lo starre lontani dal traffico cittadino, dall’architettura che ci circonda, senza gustare invece distese e praterie verdi, fa si che ci si ingrigisca, mentre con poco, ecco una bella proposta per lo spirito, la camminata!

Muniamoci delle giuste calzature, robuste, flessibili e versatili, che ci permettano movimenti anche improvvisi e imprevisti sui sentieri, tenendoci in sicurezza, con un occhio anche alla traspirabilità e all’impremeabilità, che in montagna non sono certo da sottovalutare.

Appena giungerete ospiti, vi consiglieremo da  quale meta iniziare per il vostro benessere della mente! Vi aspettiamo a casa nostra: /www.appartamentibormio.it/

Laghi di Cancano

 

L’alpinista di casa,  a dire la verità con sede in Valfurva, ma portacolori non solo della Valtellina, ma dell’Italia intera, deve rinunciare alla sua conquista che proprio in questi giorni lo vede protagonista  nella conquista del suo Ottomila, in Asia.

Partito in spedizione tempo fa, vede svanire il suo sogno, preferendo la rinuncia alla vetta, causa condizioni meteo proibitive, dove il freddo ha la meglio sui rischi della salita.

Racconta in queste ore che persino il the nel termos, sia congelato,e che pochi altri membri della spedizione, hanno preferito continuare, e altri tra cui lui, invece si sono ritirati.

Ma la caparbietà del Valtellinese, è nota, e dice che se il meteo regalerà una finestra di bel tempo, eccolo tornare alla carica per tentare la conquista del Kanchenjunga

Di tutta lena,  Marco parte da campo 4, a  7550 metri, con lui gli alpinisti Don Bowie, Sophie Lavaud, Sergey Baranov e Herbert Hellmuth. A separarli dagli 8586 metri della vetta ben 1000 metri di dislivello.

La neve scesa copiosa nei giorni scorsi, aveva già dato dei grattacapi alla spedizione, tanto da continuare a posticipare la conquista, costringendo  il gruppo a battere traccia lungo tutta la salita., pure il vento e le temperature che si aggirano attorno ai -25 gradi, sono una vera sfida, portando difficoltà al gruppo.

Partito il 2 aprile, cerca di conquistare il suo undicesimo 8.000, non chè il  Kangchenjunga risulta essere la terza montagna più alta della terra, vetta tentata dall’alpinista nel 2014, che lo vede nuovamente rinunciare causa problemi tecnici con un piede.

Dopo i vari giorni di acclimatamento che lo vedono impegnato ad allenare il suo fisico e il suo fiato, a vivere senza l’ossigeno che invece altri alpinisti hanno, a dirigere e sistemare la logica e a studiare le varie tappe per non lasciare nulla al caso, ecco una grande sfida per l’amico Marco.

Speriamo e tifiamo per lui che porti a casa la sua vetta, così ci racconterà dal vivo durante l’estate la sua impresa a voi amici ospiti che soggiornerete e potrete chiedere di lui per le vostre uscite!

Vi aspettiamo: http://www.appartamentibormio.it/

Bormio e Marco Confortola