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appartamenti a bormio

Quando si parla di Valtellina, il connubio spontaneo con la Bresaola, è d’obbligo. Più nota, più pubblicizzata, più conosciuta…ma non sola.

Parliamo oggi della slinzega, che qualcuno nomina come sorella povera della Bresaola, ma con le sue chiare e note caratteristiche che non sono sfuggite agli estimatori.

Vero che sia più piccola e meno panciuta, proprio perchè deriva da un altro trancio di carne che la rende più sottile.

Vero che anche il colorito più scuro, e il gusto più deciso, la distinguono dalla famosa punta d’anca.

Gli abitanti della Valtellina, sanno bene che già nel lontano 1400, la slinzega serviva per affrontare la quotidianità, e per mantenersi in forza e pieni di energie, potendo portarsi appresso, i tranci di questo salume che deriva dalla coscia di manzo, vicinissima alla zona della punta d’anca.

Ma nonostante tutto, il suo essere piccina e diversa, viene trattata e prodotta seguendo il medesimo procedimento, lavorata ed esposta all’aria di montagna che ne garantiva l’essiccazione, grazie al clima della zona.

Anche la slinzega, vede l’utilizzo di aromi che fanno seguito ai giorni di giacenza nelle vasche di salatura, quali aglio, chiodi di garofano, e a seguire il processo di stagionatura ci circa un mese.

In commercio vede diversi tipi di carne in lavorazione, quindi non solo manzo ma anche cervo o cavallo, ma non per questo meno gustosi.

Chi la conosce, ne apprezza anche oltre al gusto e la praticità al taglio, basta infatti un semplice coltello per prepararne alcune fettine, sa anche che è come la bresaola, un alimento che si attesta tra i più quotati in regime dietetico, dando però gusto sapore e consistenza ai piatti, anche quelli light.

Se non la conoscete, presso i supermercati della famiglia Pedranzini, la potrete assaggiare e verificare di persona il gusto di questo prezioso salume.

Meno di sette giorni ci separano dalla Pasqua . E si rinnova come da tantissimi anni, l’appuntamento da non perdere di domenica prossima, dove la cittadina di Bormio organizza una festa dalle origini antichissime: la sfilata dei Pasquali.

I Pasquali: che cosa sono

Chiamati così proprio in onore della Pasqua, I Pasquali sono delle portantine allegoriche a significato religioso che vengono trasportate in sfilata per le vie del centro storico di Bormio durante il giorno di Pasqua. I carri sono composti da portantine in legno sulle quali vengono posizionate le opere artigianali, veri e propri capolavori che richiedono mesi e mesi di lavorazione.

Ci sono poi I Pasqualisti, generalmente i giovani del paese che portano a spalla queste portantine, accompagnati anche dalle donne, anziani e bambini, tutti rigorosamente abbigliati con i costumi della tradizione, ognuno dietro il pasquale del rione di appartenenza.

Non solo significato di ringraziamento, nasce infatti così questa tradizione, ma nel tempo, la sfilata dei Pasquali innesca anche la competizione tra i cinque reparti (quartieri) del paese

L’origine dei Pasquali

Ma da dove viene questa bella tradizione? Si dice che tempi addietro, c’era l’usanza di sacrificare un agnello in occasione della festa di Pasqua. Agnellini sono difatti protagonisti in diverse forme durante la sfilata, non vengono però immolati come un tempo, ma abbelliti e adornati con fiori e fiocchi.

Durante il lungo inverno, i cittadini di Bormio, per onoreficiare la tradizione dell’animale, hanno pensato nel tempo di abbellire il tutto, aggiungendo al semplice animale, carretti che poi sono diventati sempre più grandi fino alle attuali portantine.

La Sfilata dei Pasquali: questione di dettagli

Ognuno ha un ruolo, durante la sfilata. Si segue un ordine prestabilito.
La Filarmonica di Bormio apre in allegria il corteo, con partenza dalle scuole elementari, poi le persone a cavallo e le carrozze.

A seguire le varie portantine: gli uomini e i ragazzi, i maschi comunque, sono responsabili del trasporto in spalla i carri che possono raggiungere diverse tonnellate di peso!


La partecipazione di bambini, famiglie vestiti con l’abito tradizionale, rende questo appuntamento ancora più suggestivo.

La Presenza di una giuria scelta, decreterà il Pasquale più rappresentativo sommando diversi fattori: il significato religioso, il valore artistico e artigianale dell’opera oltre al portamento e vestizione dei partecipanti.

non vi resta che trovare un posto in prima fila per non perdere nessuno dei dettagli di questa splendida iniziativa!

In questo periodo primaverile, dove ormai i fiori avanzano nei prati, le nevi pian piano si sciolgono, cosa c’è di più rilassante di un pomeriggio all’insegna della cultura?

Forse non tutti sanno che nell’edificio storico nella parte alta del paese, dove fino a qualche anno fa c’era il municipio di Bormio, nei diversi piani è ospitatao anche il Museo Civico.

Questo elemento storico di grandissima importanza per la storia locale, è infatti ubicato nelle sale del Palazzo dei Nobili de Simoni.

Esso, è un edificio che risale al XVII secolo, costituito da tre piani, che nel tempo era dimora della famigerata famiglia De Simoni, il cui stemma svetta all’ingresso dello stesso, caratterizzato da un’ aquila ed una scimmia ben visibili sopra il portone d’ingresso.

Sono ben ventisette le stanze che caratterizzano il museo disposte sui vari piano, molte di esse decorate con stucchi e dipinti di origine barocca.

Sono due le sezioni che distinguono le sale del museo: quella storica e quella etnografica. Ben quattromila gli oggetti ospitati che danno testimonianza della cultura,del lavoro, della vita svolta nel contado di Bormio, dove anche la religione ha lasciato segni tangibili in usi e tradizioni, rivivendo attimi della quotidianità degli abitanti di Bormio.

Fedeli riproduzioni delle botteghe artigiane sono infatti ben significative, dove l’ingegno ha fatto si che diverse figure locali siano responsabili di quadri, intagli ed opere lignee site negli edifici religiosi.

Le botteghe del calzolaio, oppure la sezione dedicata alla tessitura, la macelleria, oppure la presenza di diversi articoli legati al mondo dell’agricoltura , testimoniano come il progresso abbia portato dalla povertà ad oggetti sempre più raffinati, visibilissimi nel vano che ospita la collezione di carrozze, calessi e grosse slitte da neve, vecchi sci usati per le diverse discipline.

Un’altra parte di notevole interesse è quella dedicata ai cimeli storici legati alle guerre d’indipendenza e del primo evento mondiale, la presenza di antiche monete


Museo Civico di Bormio, via Buon Consiglio 25 c/o Palazzo de Simoni
Per maggiori informazioni telefonare al 0342 912236

Sono ben due le piste ciclabili in quel di Bormio.

Sono peraltro collegate l’una all’altra.

La più visibile al pubblico è quella che da Bormio porta in Valdidentro, passando per S.Gallo, la cui strada è socteggiata dalla ciclabile,

l’altra passa proprio in prossimità del nostro residence.

Costeggiando infatti il fiume Frodolfo, ecco la passeggiata dell’Alute, un percorso totalmente pianeggiante che si districa tra un appezzamento terriero e l’altro per ben cinque chilometri, totalemente asfaltata per le biciclette, più una via sterrata per chi invece ama camminare, circondati dal verde di immense distese prative.

Vicinissima al centro paese, ma non per questo meno bella, è la giusta soluzione per passeggiare in tranquillità, essendo illuminata è fruibile anche la sera, per fare due passi anche con gli amici a quattro zampe.


Numerosi e ben attrezzati gli spazi per i giochi in legno dei bambini, le panchine e zone ombrose non sono per nulla lasciate al caso sul percorso, così da potersi fermare, ammirare il paesaggio, ascoltando il lento scorrere del fiume vicino.

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Durante i mesi invernali, parte di questa passeggiate ospita la pista di sci nordico.

Proprio per la sua disposizione che nei tempi andati ospitava i campi di coltivazione della segale e colture varie, vede ampi spazi dove praticare lo sci di fondo.

L’anello di circa tre chilometri, è adatta ad ogni livello, e per gli appassionati del genere, offre la possibilità di sciare vicino al paese di Bormio senza grandi spostamenti in auto, essendo la zona servita da comodi skibus.

 

Piazza Cavour o Piazza del Kuerc

Forse più conosciuta come col nome del Kuerc che Cavour, è la piazza principale di Bormio e ospita delle icone importanti per la tradizione locale: il “Kuerc”, ovvero  una vera e propria tettoia di cui si hanno notizie dal XIV secolo, utilizzata prevalentemente per la vita amministrativa del paese tramite riunioni, adunanze e sede di eventi legati alla giustizia locale che si rinnova ad esempio a Carnevale in un’ottica goliardica, e l’altissima Torre della Bajona o delle Ore che serviva proprio per richiamare il popolo alla piazza o per segnalare gravi pericoli per la vallata.

La zona della cittadina di Bormio che vede al culmine della strada questa piazza, appartiene al “quadrilatero degli Alberti”, una famiglia che ha lasciato segni indelebili della loro presenza, famiglia nobiliare titolare di palazzi e corti, con ruoli fondamentali nella gestione del paese.

Oggi la piazza vede l’espressione di molti eventi, e manifestazioni per adulti e bambini: da gennaio a dicembre, molteplici le occasioni che vedono gremito il sagrato, ma certamente le più note, sono il Carnevale, l’attesissima sfilata dei Pasquali, e l’estrazione dei pettorali in merito alla discesa libera di sci della Coppa del Mondo a dicembre.
In occasione della santa Pasqua, in primavera, il paese si riunisce, sfoggiando delle portantine che hanno realizzato durante la quaresima a titolo religioso, abbigliati in costume tipico (caratterizzato dai tradizionali colori bianco, rosso e nero), trasportando a spalla portantine fino a raggiungere la piazza in cui a fine giornata si svolgono le premiazioni dell’attrazione più bella. Coinvolti grandi e piccoli, dove i simboli della pace e dell’armonia la fanno da padrone.
Anche durante il periodo natalizio piazza del Kuerc è fulcro delle feste; l’intero piazzale ospita infatti i tradizionali mercatini circondando un grande abete illuminato, esibizioni canore e della locale fanfara.

Vi aspettiamo dunque per il 20 aprile, quando gli eventi della Santa Pasqua, daranno quel tocco magico a tutta Bormio.

Passeggiare a Bormio

Abbiamo già detto più volte che Bormio, rappresenta una cittadina medievale situata nel cuore dell’Alta Valtellina, è per gran parte interna ai confini del Parco Nazionale dello Stelvio, uno dei più antichi parchi naturali italiani.

Ponte di Combo a Bormio
Ponte di Combo a Bormio

Un lato non meno importante è dato dalla testimonianza e dalla storia che spesso viene tramandata tramite tradizioni e rivisitazioni.

Chi poi si addentra nel cuore del paese, ecco svelarsi qualche itinerario per una splendida passeggiata, calpestando ciottoli di immemore data, fino ad imbattersi in santelle, ponti, chiesette o luoghi votivi inattesi girando l’angolo.

Ponte di Combo

Ritratto in moltissimi scatti fotografici, questo famoso ponte di origini antichissime sovrasta il torrente Frodolfo dal ‘300, quando era l’unica via d’entrata e di uscita da Bormio per chi giungeva dalla Repubblica di Venezia attraverso il Passo Gavia, passando per la Valfurva.
questo Ponte, detto di Combo, costituito da una pietra grigia locale con un’unica arcata a schiena d’asino sulla cui sommità sono poste due cappelle votive, raffiguranti l’una S. Giovanni Nepomuceno, protettore della furia delle acque, l’altra il trasporto della Santa Croce nella cittadina spagnola di Bellpuig, con la quale la cittadina di Bormio è difatti gemellata.


Il ponte, straordinario esempio di architettura storica locale, offre uno scorcio sulla Valfurva, palesando un panorama molto suggestivo.

Oltre ad avere una visione sulla vallata della Valfurva, presenta anche il lato più a Nord di Bormio, le piste da Sci e vi porta ad una delle chiese più belle di tutto il contado.

Non possiamo che invitarvi a fare questa bella passeggiata che vi mostrerà il paese da un’altra prospettiva, restando a disposizione per altre info. vi aspettiamo http://www.appartamentibormio.it/

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Bormio, cittadina medievale dell’Alta Valtellina, è per gran parte interna ai confini del Parco Nazionale dello Stelvio, uno dei più antichi parchi naturali italiani.
E’ raggiungibile (salvo traffico e condizioni atmosferiche avverse) in circa 3 ore da Milano in auto, in alternativa, combinando treno e autobus (maggiori info qui).
Rinomata località sciistica, il bormiese vanta inoltre tre stabilimenti termali: le piscine comunali Bormio Terme e le eleganti QC Terme, divise tra Bagni Nuovi e Bagni Vecchi.
Chi conosce un po’ meglio la zona sa che questo piccolo centro nel cuore delle Alpi racchiude al suo interno angoli meno popolari e conosciuti che sono però viva testimonianza di storia e tradizioni.
Di seguito propongo 5 luoghi non convenzionali che, se passate per Bormio, consiglio di visitare.

Appena lasciato le baie del lago di Como che anticipano l’ingresso in Valtellina, l’obiettivo Bormio con la sua famosa pista Stelvio entra subito nell’immaginario. Ma non solo sci si può fare a Bormio, ecco una piccola guida.

Una meta dove il relax è la parola d’ordine, che va a stretto braccio con lo sci, e lo si vede dalla presenza delle tre strutture termali che donano benessere fisico e alla mente in ogni stagione dell’anno!

Acque termali famose dall’antichità, scritti antichissimi ne parlano infatti come acque curative e medicamentose presenti a Bormio, ma oggi noi preferiamo definirle in primis per il relax, e il benessere non solo fisico.

E poi che dire dell’abbraccio maestoso che le montagne innevate e i ghiacciai perenni, regalano non appena la strada si apre e ci mostra alla vista, la Conca di Bormio.. Nevi perenni, sedi di grandi avventure alpinistiche, di uomini che ne hanno scalato i vergini pendii, facendo la storia del luogo e dell’alpinismo ingenere.

Il nome “Magnifica Terra”, in auge dal lontano 1800, quando i paesi (ed ora comuni) confinanti, si univano formando il Contado delle Valli, sgravati dai dazi fiscali del tempo, governati da uno statuto slegato dai regimi politici che si sono susseguiti nel tempo.

Se non si è amanti o praticanti dello sci in genere, le passeggiate nel centro storico di Bormio, mostreranno i nobili palazzi storici signorili agli sguardi dei più attenti, coi loro stemmi di famiglia, dipinti ormai scoloriti, su massicci e magnifici portali che davano l’ ingresso alle corti dei nobili del paese.

Per gli amanti poi delle biciclette, in ogni stagione c’è un mezzo che saprà accontentare tutti.. dalle Fat Bike, alle Mountain bike, alle e-bike, e al buon ciclismo che vede i nostri passi tra i più ambiti per esperti e meno.

Lo shopping caratterizza i pomeriggi, appena scesi dalle piste assieme agli happyhour che regalano musica e cocktail per gli appassionati.. La giornata non può che terminare in uno dei numerosi ristoranti di Bormio dove la gastronomia e il buon vino, la fanno da padroni!

Troverete queste ed altre informazioni, in una piccola guida chiamata vademecum, dove ci saranno riassunta la storia e le iniziative presenti sul territorio.

Grazie alle ricerche in rete del portale turistico momondo.it ,ecco il nome di Bormio piazzarsi al settimo posto tra le località più prestigiose dell’arco alpino per le vacanze invernali. Uniche lombarde assieme a Livigno, nel panorama delle mete alpine dei vacanzieri tra Madonna di Campiglio e Courmayeur.

Presente tra le dieci destinazioni montane italiane preferite dagli italiani Bormio e la vicina Livigno, sono le uniche in rappresentanza della Lombardia: Bormio al settimo posto.

Sono stati proprio gli italiani, a seguito delle domande poste, a sentirsi attratti dalle nostre cittadine, auspicando presto una vacanza sulla neve a Bormio, facendo diventare la nostra località tra le più desiderate dai cittadini del Bel Paese.

Neve a Bormio
Neve a Bormio @foto repertorio sito bormioski.eu

Bormio viene presentata, invece, come destinazione perfetta per gli amanti dello sci e del relax, grazie agli stabilimenti termali della città e della buona cucina. L’area sciistica Bormio Ski offre tracciati tecnici e spettacolari (come la pista Stelvio) e un dislivello di 1.800 metri – dalla Cima Bianca (3.012 metri) a Bormio paese (1.225) – che non ha eguali su tutte le Alpi.

Le sue scuole sci, la presenza di spazi per i più piccoli sia in quota che alla partenza degli impianti di risalita, la skiarea ottimale per le famiglie, fanno di Bormio una località importante per lo sviluppo turistico invernale, ma anche la via dello shopping, la gastronomia e il panorama hanno ben da competere con le cartoline delle altre località sciistiche alpine invernali.

Siamo ben contenti di questo sviluppo e dell’opinione positiva degli italiani. nel nostro piccolo speriamo essere parte integrante di queste caratteristiche con la nostra ospitalità!

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L’alta Valtellina, negli anni cinquanta, venne conosciuta in tutta Italia, per la posizione di lotta alla Tubercolosi sempre più dilagante, grazie al
Villaggio Sanatoriale di Sondalo, in provincia di Sondrio, che fu infatti il più esteso e capiente sanatorio d’Europa.


Grazie all’ intuizione del medico pneumologo Eugenio Morelli, valtellinese di nascita, che sul finire degli anni trenta, fece eseguire delle analisi sulle condizioni dell’aria della zona che risultarono estremamente adatte alla cura della tubercolosi. Partirono subito le opere di realizzo e costruzione del sanatorio nel 1932 secondo avanzati criteri di funzionalismo e in linea coi criteri di cura e terapia della medicina.

Aria, luce e sole entrarono di prepotenza negli edifici per fortificare i malati e favorirne la guarigione. 


In soli sei anni vennero infatti eretti 9 padiglioni immersi in una vasta zona boscosa di 34 ettari che trasformarono l’area in una vera e propria città della salute.


Purtroppo l’incombere della Seconda Guerra Mondiale interruppe forzatamente la costruzione, ma gli edifici già terminati svolsero per qualche anno un’altra meritoria funzione: custodirono opere d’arte provenienti da musei e collezioni private di tutta Italia, per preservarli dagli atti vandalici e non solo del periodo. 
A fine della guerra tutte le strutture vennero finalmente completate e arrivarono i primi pazienti. L’ospedale funzionò come sanatorio per 25 anni, dal 1946 fino al 1971, quando la cura ebbe degli sviluppi per cui il ricovero non era più necessario e gli antibiotici assunti a domicilio, furono in grado di contrastare la malattia.
Oggi alcuni padiglioni sono stati trasformati in ospedale generale ma il nome del complesso resta a imperituro ricordo del fondatore, il pneumologo valtellinese Eugenio Morelli.

All’ingresso del complesso, è oggi allestito il museo del Sanatorio, dove sono visitabili attrezzi, sale e diversi macchinari che sono stati il fulcro delle cure e delle intuizioni del dottor Morelli.

Ecco le informazioni che riguardano la regolamentazione 2019 per accedere alla Strada dei Forni.

E da mercoledì 6 marzo 2019 che  è di nuovo possibile accedere alla Strada dei Forni, strada che da S. Caterina permette di raggiungere la località Forni, da dove partono numerose escursioni, e i sentieri innevati per raggiungere i bivacchi e rifugi in quota.

Attraverso un ticket è consentito l’accesso alla Strada, ma non solo con il pedaggio ma anche con l’obbligo di pneumatici da neve e catene a bordo (fino al 30/05/2019).

strada dei forni

Strada dei Forni: dove acquistare il ticket?

In prossimità del parcheggio “La Fonte” a S.Caterina è presente un distributore automatico, con relativo info-point, presso il quale è possibile ritirare il ticket.Quindi molto comodo.

Informiamo che è necessario munirsi del permesso, prima di raggiungere la località Lusseda (S.Caterina, via Forni).

In caso di distributore fuori uso sarà possibile acquistare il ticket presso il Rifugio Forni e Rifugio Stella Alpina.

Altre info presso l’azienda di soggiorno Tourisport nella piazza Magliavacca di Santa Caterina Valfurva.